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domenica 5 novembre 2017

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo Puntata 522 del 3 Novembre 2017 - #Facebook #Antibufala #FakeNews #PowerPoint #CIA #Hitler #BinLaden



I titoli di ogni notizia contengono un link all'articolo originale pubblicato sul blog Il Disinformatico di Paolo Attivissimo.




Argomenti della Puntata


Facebook accusata di ascoltare gli utenti per fare pubblicità mirata | Il Disinformatico

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2017/11/03 11:05. Se vi è capitato di chiacchierare faccia a faccia con gli amici o i colleghi di lavoro a proposito di un viaggio, di un prodotto o di un servizio qualsiasi e poi ritrovare quello stesso viaggio, prodotto o servizio nelle vostre pubblicità di Facebook, non siete i soli ad aver notato questo strano fenomeno.




Antibufala: Hitler era scappato in Sud America, lo rivela un documento CIA! | Il Disinformatico

L'articolo è stato ampliato considerevolmente dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2017/11/05 10:50. Il 30 ottobre scorso ANSA e molte altre testate di giornalismo tradizionale e alcuni telegiornali hanno riportato la notizia di un documento desecretato della CIA che dimostrerebbe che Adolf Hitler scappò in Sud America invece di morire suicida a Berlino nel 1945 come ci racconta la storia.




Come si manipolano i social network: i bot | Il Disinformatico

Ultimo aggiornamento: 2017/11/04 8:40. Ringrazio @ChiaraCodeca per la segnalazione. Su Twitter, @Stonekettle ha pubblicato una bella spiegazione di come funzionano i bot (programmi automatici che simulano di essere utenti) nei social network e di come contrastarli nella loro opera di manipolazione di massa a scopo commerciale o politico (vengono usati da alcuni governi, per esempio, per influenzare le opinioni).




Decalogo e guida tecnica anti-fake news nelle scuole italiane: presentazione a Roma il 31/10 | Il Disinformatico

Ultimo aggiornamento: 2017/10/31 20:05. Martedì 31 ottobre (domani) verrà presentato formalmente il decalogo antibufale e anti-fake news per gli studenti delle scuole medie e superiori di tutta Italia, realizzato in seguito all'accordo fra Camera dei Deputati e Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca.




Ho follower fasulli su Twitter? Parliamone | Il Disinformatico

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/11/05 10:30. La pubblicazione del decalogo e della miniguida tecnica di #Bastabufale ha scatenato un diluvio di attacchi più o meno stupidi contro di me e i miei colleghi (ne parla, per esempio, Michelangelo Coltelli di Bufale un tanto al chilo ).




Archeoinformatica: alle origini di PowerPoint | Il Disinformatico

Sapevate che PowerPoint inizialmente era un prodotto solo per Mac? La curiosa storia di questa popolarissima applicazione per presentazioni, che vanta 1,2 miliardi di copie circolanti, è raccontata in un articolo intitolato The Improbable Origins of PowerPoint e pubblicato su IEEE Spectrum.




L'archivio CIA su Osama bin Laden | Il Disinformatico

Ultimo aggiornamento: 2017/11/03 11:40. L'1/11 la CIA ha messo online circa 321 gigabyte di dati che dichiara di aver recuperato dalla residenza di Osama bin Laden ad Abbottabad, in Pakistan, nell'incursione del 2 maggio 2011 che portò all'uccisione di bin Laden stesso.





sabato 11 marzo 2017

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo del 10 Marzo 2017 - #TruffeOnline #Wikileaks #CIA #BBC





PUNTATA 493
 

I titoli di ogni notizia contengono un link all'articolo originale pubblicato sul blog Il Disinformatico di Paolo Attivissimo.







Argomenti della Puntata



La Truffa della compravendita di reni online


Ho risposto a un annuncio di compravendita di reni (terza parte) | Il Disinformatico

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Questo è il seguito di una storia iniziata qui (prima parte) e proseguita qui (seconda parte).


I documentri trafugati alla CIA e messi in rete da WikiLeaks

No, la CIA non ti spia: Wikileaks gonfia la fuga di dati "Vault 7" | Il Disinformatico

Martedì scorso Wikileaks ha diffuso circa mezzo gigabyte di dati e documenti che, a suo dire, provengono direttamente dagli archivi della CIA e rivelano molti degli strumenti informatici dell'agenzia governativa statunitense. La compilation, chiamata Year Zero, farebbe parte di una collezione più ampia che Wikileaks chiama Vault 7.


Se avete paura per la vostra sicurezza informatica, è infinitamente più probabile che subiate un attacco di phishing o di ransomware fatto a caso da una delle tante bande di criminali informatici o che il vostro collega devasti i computer dell’azienda scaricandovi giochini o video infetti o rispondendo alla mail di un funzionario nigeriano che gli offre di spartire una grande somma di denaro (un’industria truffaldina che racimola almeno un miliardo di dollari l’anno). Conviene concentrarsi sulla difesa da questi pericoli realistici e non su quelli ispirati da James Bond. [articolo]







L'inchiesta della BBC sulle truffe online riguardanti Windows

La BBC e Reuters fanno i conti in tasca ai truffatori telefonici | Il Disinformatico

Se vi è capitato di ricevere telefonate dai tecnici di un sedicente "servizio clienti Windows", che vi avvisano che il vostro computer è infetto ma che in realtà sono truffatori che cercano di spillarvi soldi e infettarvi il computer, e vi siete mai chiesti cosa c'è dietro questa e altre truffe basate sulle chiamate telefoniche, la BBC ha svolto e pubblicato da poco un'inchiesta che risponde a questa domanda e rivela molto altro sul mondo delle truffe online.




sabato 21 gennaio 2017

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo del 20 Gennaio 2017 - #WhatsApp #Facebook #Meitu #Sicurezza #CIA #CREST




PUNTATA 487

I titoli di ogni notizia contengono un link all'articolo originale pubblicato sul blog Il Disinformatico di Paolo Attivissimo.




Argomenti della Puntata




WhatsApp sarebbe insicuro: si tratta di una bufala in realtà

La "falla" di WhatsApp non è una falla: appello degli informatici per fare chiarezza | Il Disinformatico

Pochi giorni fa il giornale britannico The Guardian ha pubblicato un articolo che segnala una "backdoor" in WhatsApp: una falla di sicurezza che, secondo il Guardian, "consentirebbe di intercettare i messaggi cifrati".

Il Guardian aveva pubblicato pochi giorni fa un articolo in cui si parlava di una backdoor presente su WhatsApp che avrebbe consentito di intercettare i messaggi cifrati. La notizia ha fatto il giro del mondo. Gli esperti di sicurezza hanno però smentito la presenza della backdoor.

La vulnerabilità esiste solo nel momento in cui un utente cambia dispositivo o SIM: rimane il fatto che WhatsApp legge la nostra rubrica e la invia a Facebook.



Meitu: l'applicazione cinese che migliora i selfie è quasi un tool di monitoraggio

Attenzione a Meitu, app un po' troppo spiona | Il Disinformatico

Si dice spesso in informatica che se un servizio ti viene offerto gratis e lo usi, non sei il cliente: sei il prodotto in vendita. Un esempio perfetto di questa regola è Meitu, una popolare app per iOS e Android che permette di ritoccare in stile anime i selfie.

"Se il servizio è gratuito, il prodotto sei tu!"

L'applicazione cinese che permette di ritoccare i selfie in stile anime invece di avere accesso alla sola fotocamera e alla galleria immagini dell'utente, in realtà raccoglie una miriade di dati personali che permettono di tracciare l'utente in ogni sua attività online: i pacchetti di dati vengono inviati al server dello sviluppatore cinese che successivamente rivendono i dati.



Cosa sanno i siti di noi: anche la navigazione anonima è fortemente tracciata come ci dimostra Luigi Rosa

Test: cosa può sapere di voi un sito che visitate | Il Disinformatico

Il fingerprinting è l'attività informatica che consiste nel raccogliere le "impronte digitali" lasciate per esempio dai visitatori di un sito per identificarli. Molti utenti pensano che usare le funzioni di navigazione privata o anonima mettano al riparo da questa raccolta, ma non è così: meglio saperlo prima di fare passi falsi.


La navigazione anonima non elimina affatto il tracciamento: Luigi Rosa ha dimostrato presso https://siamogeek.com/jsinfo la potenza del fingerprinting digitale a cui un utente si espone durante la navigazione.

Nel mio test, ha rilevato il tipo e la versione del browser e del sistema operativo, la lingua utilizzata, la presenza di Flash Player e del plug-in di Skype, le dimensioni e l’orientamento dello schermo, il tipo di processore, il plug-in di riconoscimento vocale e altro ancora. E questa è la versione blanda: se volete saperne di più e conoscere le tecniche che consentono il fingerprinting attraverso la collezione di font del singolo utente, date un’occhiata all’articolo di Luigi Rosa.[Tratto dall'articolo]


Falla critica in Facebook: hacker bianco guadagna 40 mila dollari

That critical "ImageTragick" bug Ars warned you about? It cost Facebook $40k

Last May, Ars reported that a critical vulnerability in a widely used image-processing application left a huge number of websites open to attacks that allowed hackers to execute malicious code on the underlying servers. More than five months later, Facebook paid a $40,000 bounty after discovering it was among those at risk.

Hacker bianco Andrei Leonov guadagna 40 milla dollari grazie ala sua attività di bug hunting segnalando una grave falla di Facebook.



I documenti "segreti" della CIA

La CIA mette online 12 milioni di pagine di documenti, con UFO e telepatia militare | Il Disinformatico

Avvistamenti ufologici, esperimenti di telepatia militare e molte altre chicche che farebbero invidia a una puntata di X-Files ma in realtà sono dati di fatto, perlomeno se possiamo fidarci di quello che dice la CIA: sì, la Central Intelligence Agency.


La CIA ha pubblicato 1 milione di documenti desecretati dell'archivio CREST (circa 12 milioni di pagine) riguardanti alcune curiose ricerche segrete sviluppate durante la Guerra Fredda.













venerdì 30 ottobre 2015

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo su Retetre Svizzera - puntata del 30 Ottobre 2015




Il Bollettino Disinformatico del 16 Ottobre 2015 (il link all'articolo nel blog di Paolo Attivissimo)


Gli argomenti della puntata di oggi riguardano attacchi informatici che rasentano l'Epic Fail. (cliccando si può accedere all'articolo di Paolo)

Violare la casella del capo della CIA: la settimana scorsa sarebbe stata violata la casella di posta di John Brennan, direttore della CIA. Gli hacker hanno pubblicato su Twitter tutti i documenti riservati reperiti.

La casella si trovava su AOL un normale provider internet (una specie di Libero statunitense): pazzesco che documenti così confidenziali fossero custoditi in una casella di posta di questo tipo. 

L'hacking è stato possibile con la solita tecnica del "Social Engineering": i due ragazzini hanno studiato la vittima, e hanno usato i dati raccolti per rubare il suo account, ossia ottenere da AOL un mezzo per la reimpostazione della password (tecnica ben descritta in rete). 

Un hackeraggio di questo tipo era già avvenuto nel 2013 con i famigliari della famiglia Bush le cui caselle di posta custodite su AOL subirono un attacco molto simile.


La notizia su The Hacker news: qui.



Il completamento automatico dell'indirizzo mail e l'uscita della Gran Bretagna dall'unione Europea: Regno Unito. Nel 2015 la vittima della fuga di notizia è il capo ufficio stampa della Banca di Inghilterra Jeremy Harrison.

Per colpa del tool di completamento automatico dell'indirizzo mail presente in molti programmi di posta, Jeremy Harrison avrebbe inviato al direttore del Guardian, suo oppositore politico, un piano segretissimo riguardante l'eventuale uscita dell'Inghilterra dall'Unione Europea (Project Bookend).

Questo allegato è stato inviato in chiaro e senza alcuna password: scontata la pubblicazione del documento da parte del Guardian, con tutto l'imbarazzo che ne consegue per il protagonista della vicenda. Come conseguenza  la Banca d'Inghilterra ha deciso di eliminare il completamento automatico degli indirizzi mail per tutti i dipendenti.



Sicurezza Informatica e Bollitori da The: l'azienda di sicurezza Informatica Pent Test Partners ha rivelato che l'iKettle, bollitore controllabile via wi-fi dall'utente con una app per iOS e Android, può essere hackerato per rivelare la password wi-fi dell'utente: basterebbero infatti pochi comandi per ottenere questa informazione.

E' stata persino tracciata una mappa dei bollitori londinesi a rischio, mappa fortunatamente non resa pubblica.

Articolo su The Register: qui.


Il mega furto dei dati governativi statunitensi: giugno 2015. I dati personali di 21 milioni di dipendenti governativi  USA sono stati trafugati dall'Office of Personnel Management. Gli hacker hanno avuto accesso per un intero anno a questo  immenso archivio digitale.

I dati rubati contengono, oltre ad ogni tipo di informazione confidenziale, anche le impronte digitali degli utenti (e quelle non si possono resettare come una password). Gli aggressori hanno sfruttato il social engineering per ottenere un accesso.

A questo apparato burocatico mancavano, però, tutte le misure di protezione moderne come, ad esempio, l'autenticazione a due fattori: vengono infatti ancora implementate soluzioni di sicurezza vecchie di 20 anni. Negli anni precedenti il governo USA si era rifiutato di finanziare la ristrutturazione informatica di questo bureau: ecco i disastrosi risulatati.


Target e l'intrusione sonora a Luci Rosse: molti pensavano a qualche scherzo architettato da un dipendente "burlone" ed invece si trattava di un problema informatico.

Attraverso l'impianto di filodiffussione di un centro commerciale della catena Target è stato trasmesso l'audio di un video pornografico. Molti clienti dato il perdurare dela situazione, circa 15 minuti, sono stati costretti a lasciare la struttura, specialmente quelli con bambini al seguito. I dipendenti ci hanno messo parecchio a fermare la riproduzione sonora a causa della mancanza di informazioni sull'infrastruttura informatica. Si trattava del terzo attacco di questo tipo nella catena.




Ecco l'inghippo: la colpa era del centralino telefonico. Esisteva un numero telefonico interno contattabile da qualunque apparecchio esterno che diffondeva in automatico il contenuto della chiamata, direttamente agli altoparlanti. Magari testarla prima questa nuova funzione, o magari solo pensare alle conseguenze?