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venerdì 28 ottobre 2016

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo del 28 Ottobre 2016 - #DDos #Windows #Surface #Studio #Update #iOS #RSI #Sensitivo #TraingoloBermude



PUNTATA 476



I titoli di ogni notizia contengono un link all'articolo originale pubblicato sul blog Il Disinformatico di Paolo Attivissimo.


Argomenti della Puntata




Aggiornamenti per tutte le piattaforme

Aggiornamenti di sicurezza per Flash e Microsoft | Il Disinformatico

Adobe ha pubblicato degli aggiornamenti di sicurezza importanti per Flash Player per Windows, Mac, Linux e Chrome OS, che risolvono una vulnerabilità (CVE-2016-7855) che consente a un aggressore di prendere il controllo da remoto del computer della vittima. La vulnerabilità viene già attivamente sfruttata per attacchi contro Windows 7, 8.1 e 10.



Adobe: aggiornamenti critici per FlashPlayer per Mac, Windows (bollettino d'emergenza) e Linux

Google Chrome e Edge si aggiornano in automatico. Esiste poi l'opzione per attivare il flash di volta in volta (consigliabile).



Aggiornamenti anche per Java: è uscita il 18 ottobre la versione 8u111.

iPhone e Mac attaccabili con un'immagine: aggiornateli ad iOS 10.1 e Mac OS 10.12.1 | Il Disinformatico

Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una per incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Se avete un iCoso, aggiornatelo appena possibile alla versione 10.1 di iOS: risolve, fra le altre magagne, una vulnerabilità che consentiva di prendere il controllo del dispositivo inviandogli semplicemente un'immagine JPEG appositamente confezionata ( CVE-2016-4673).



Bufala della settimana: il solito Triangolo delle Bermude (dizione corretta)

Antibufala: trovata la soluzione al Triangolo delle Bermude. Ma anche no | Il Disinformatico

Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una per incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Pubblicazione iniziale: 2016/10/26 10:34. Ultimo aggiornamento: 2016/10/26 13:05.

Mito creato da Charles Berlitz e fruttato non pochi milioni al suo creatore.


Gli utimi articoli riproposti dalle testate nazionali suggeriscono una soluzione al mistero, ma sono pura fuffa.


L'untore bufalaro è il solito Daily Mail che ha sfornato l'ennesima castroneria sulla base della manipolazione di un programma del canale Science Channel che ha rimontato ad arte le interviste di un gruppo di scienziati (ora piuttosto enragés).


Una Botnet di 100 mila telecamere ha causato l'enorme DDos della scorsa settimana

L'Attacco delle Centomila Telecamere che ha paralizzato Internet | Il Disinformatico

Venerdì scorso (21 ottobre) gran parte di Internet è diventata inaccessibile: sono andati in tilt siti popolarissimi come Twitter, Netflix, Reddit, CNN e molti altri.

Venerdì scorso (21 Ottobre) sono andati in tilt negli USA, e in serata in Europa, molti siti popolari come Twitter, Netflix, Reddit, PS Network e così via a causa di un mirabile attacco DDos.

Gli aggressori hanno preso il controllo di una Botnet e hanno inondato di traffico il fornitore di servizi DYN mandando in crisi il servizio DNS di risoluzione dei nomi (i PC non riescono più a trovare le pagine crecate).

La Botnet è costituita da circa 100 mila dispositivi, per la maggior parte telecamere, ma non mancano router, stampanti Panasonic e videoregistratori digitali, tutti infettati dal malware MIRAI.

Le apparecchiature presentano password di amministrazione banali, spesso non modificabili. Altri dispositivi hanno a bordo componenti fabbricati dalla marca cinese XiongMai Technologies.

Difficile individuare i responsabili dell'attacco ora che il codice di Mirai è stato reso pubblico. La Botnet, nonostante il richiamo di alcune apparecchiature della XiongMai non è stata per nulla sgominata e ci si aspetta un nuovo capitolo di questa saga. L'attacco sembra infatti una prova generale dal momento che i siti governativi sono stati opportunamente evitati.

Nel frattempo, se avete telecamere o videoregistratori connessi a Internet, cercate di scoprire se sono fra quelle difettose e infettabili (ci sono servizi come questo di MalwareInt che le indicano su una mappa) e se sono accessibili dall’esterno (con strumenti come questo). [articolo]


I Microsoft Surface Studio valide alternative ai Mac Book Pro

Le novità di Apple umiliate da quelle di Microsoft | Il Disinformatico

Sembra il classico video promozionale di un prodotto Apple, fino al momento in cui compare il marchio Microsoft. Lo spot di Microsoft Surface Studio, un computer con schermo tattile immenso e un design elegantissimo, ha messo completamente in secondo piano le novità presentate pochi giorni fa da Apple per i propri portatili.

Si tratta di un computer da tavolo con schermo touch da 28 pollici inclinabile come fosse un leggio. Il confronto con l'iMac regge e potrebbe anche convincere i grafici data l'opzione touch. Il prezzo non è trascurabile, ma non si tratta di un prodotto per l'utente medio.





Il dietro le quinte del video del sensitivo su "Patti Chiari"

Un sensitivo straordinario ieri sera alla TV svizzera | Il Disinformatico

Pubblicazione iniziale: 2016/10/22 12:36. Ultimo aggiornamento: 2016/10/27 23:55. Ieri sera è andata in onda alla Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana una puntata del programma Patti Chiari che ha presentato un sensitivo davvero notevole. La RSI ha chiesto ad alcuni volontari di metterlo alla prova nel rivelare cosa riusciva a sentire su di loro, senza averli mai visti o incontrati prima, e i volontari ne sono usciti scossi.

La scorsa settimana il programma Patti Chiari della RSI svizzera aveva pubblicato questo video realizzato con la collaborazione di Paolo Attivissimo.





L'ispirazione è tratta da questo filmato pubblicato due anni fa su Youtube per pubblicizzare una banca olandese e sensibilizzare il pubblico sulle distorsioni della privacy.



A seconda di ciò che le persone avevano pubblicato sui social, Paolo comunicava al "sensitivo" le informazioni da rivelare in modo da creare un effetto quasi magico nonchè stupore autentico nelle persone.

Tutto questo rimanendo nella legalità più assoluta: nel video originale vengono diffusi dati bancari che si possono estorcere solo hackerando gli account delle vittime.





venerdì 30 settembre 2016

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo del 30 Settembre 2016 - #Instagram #WhatsApp #Signal #AlanTuring #DDos #IoT



PUNTATA 472




I titoli di ogni notizia contengono un link all'articolo originale pubblicato sul blog Il Disinformatico di Paolo Attivissimo.


Argomenti della Puntata



Le Storie di Instagram non sono private come su Snapchat

Le Storie di Instagram non sono come in SnapChat: sono visibili a tutti | Il Disinformatico

La funzione Storie di Instagram, lanciata di recente, è una copia piuttosto spudorata delle Storie di SnapChat: una collezione di foto o un breve video che dura 24 ore e poi sparisce. Ma attenzione: a differenza di quelle di SnapChat, le Storie di Instagram sono completamente pubbliche.



Le Storie sono collezioni di foto e video che durano 24 ore: ma a differenza di Snapchat queste Storie sono visibili per tutti e non solo per gli amici.

Chi pubblica una Storia presenta un cerchietto rosso intorno alla foto profilo dell'account (l'unico modo per nasconderle sarebbe rendere privato l'intero account).



 Ripassino veloce di come funziona un Storia di Instagram: per crearla, o per aggiungere una foto o un video alla Storia già esistente, si tocca la crocetta in alto a sinistra nella home page di Instagram. Si scatta la foto oppure si fa un video tenendo premuto il pulsante di scatto. Si può prendere un video o una foto già esistente, se risale alle ultime 24 ore. Si può scrivere sulla foto o filtrarla scorrendo un dito da destra a sinistra. Un tocco sulla freccia in basso e la foto viene aggiunta alla Storia del giorno. Maggiori dettagli sono in questo articolo di Wired in italiano. [articolo]




Quantomeno è possibile vedere chi si è collegato per vedere la propria storia (se può essere di consolazione).


Migliore alternativa al sempre più spione WhatsApp: Signal

Alternative a WhatsApp: Signal, ora anche su computer | Il Disinformatico

Signal ( Signal.org) è considerata una delle app di messaggistica più attente alla sicurezza e alla riservatezza: da tempo è disponibile per Android e iOS, ma ora è possibile usarla anche su computer (Mac, Windows, Linux). Da pochi giorni la versione su computer funziona anche in abbinamento agli smartphone iOS (prima era limitata agli Android).



Signal è una app di messagistica gratuita, disponibile anche in italiano: è gestita da un gruppo di informatici a cui la privacy sta a cuore, tanto da essere sponsorizzata dal paladino della rete Edward Snowden (colui che ha rivelato le nefandezze dell'NSA).



La prima musica computerizzata risale a 65 anni fa: Alan Turing

A quando risale la prima musica computerizzata? A 65 anni fa | Il Disinformatico

Sembra incredibile, ma i primi suoni musicali generati da computer risalgono ai primi anni Cinquanta del secolo scorso. La registrazione più antica di questi tentativi di fare musica tramite calcolatori è infatti datata 1951 ed è stata recentemente restaurata per ripresentarla al pubblico.



Nel 1951 sono stati effettuati i primi esperimenti per sintetizzare musica con un calcolatore, che occupava l'intero pian terreno del Computing Machine Laboratory a Manchester, nel Regno Unito.

L'ideatore di questo programma di sintesi è Alan Turing l'eroe di guerra informatico che permise agli inglesi di conoscere in anticipo i piani della Germania di Hitler grazie alla decifrazione dei segnali generati dalle macchine Enigma.

Turing fu anche pioniere dell'informatica moderna nonchè dei primi studi sull'intelligenza artificiale.



La registrazione restaurata, realizzata all’epoca dalla BBC su un disco di acetato da 12 pollici e oggi corretta per eliminare disturbi, distorsioni e variazioni di frequenza, include tre melodie: God Save the King (Queen), Baa Baa Black Sheep e In the Mood di Glenn Miller. [articolo]

Christopher Strachey insegante che si occupò della melodia ricorda la reazione laconica di Turing dopo l'ascolto del brano: “Good show”



WhatsApp cambia le regole dell'accordo (e pregate non lo faccia ancora)

Facebook, la Germania ferma la condivisione dei dati di WhatsApp; garante privacy italiano apre istruttoria | Il Disinformatico

Molti utenti di WhatsApp hanno percepito come il tradimento di una promessa la recente decisione di Facebook di prendere dati da WhatsApp per vendere pubblicità mirata.


Il garante della privacy di Amburgo ha intimato a Facebook di interrompere la condivisione dei dati della app di messaggistica con il social in blu.

I problemi più gravi rigurdano gli utenti non iscritti a Facebook e non presenti su WhatsApp che si trovano comunque registrati sui server di Zuckerberg.




Il più grande attacco DDos della storia realizzato via "Webcam"

Nuove frontiere degli attacchi informatici: oscurare un sito tramite le webcam | Il Disinformatico

Pochi giorni fa il sito dell'esperto di sicurezza informatica Brian Krebs, KrebsOnSecurity, spina nel fianco di molti criminali online per via delle sue inchieste, è stato oscurato con una forma di attacco decisamente insolita: sono state utilizzate centinaia di migliaia di telecamere connesse a Internet.


L'ultima tendenza riguarda paralizzare i siti utilizzando le webcam (anche altri dispositivi IoT ad ogni modo): lo ha scoperto il ricercatore di sicurezza Brian Krebs che si è tovato il blog paralizzato.

La ritorsione degli hacker si è svolta prendendo il controllo di un certo numero di webcam (solitamente piene di difetti di sicurezza), a cui è stato installato software ostile al fine di prenderne il controllo ed effettuare chiamate sul sito bersaglio.

L'operazione ha generato 620 Gbps di traffico dati. Hakamai non è più riuscita a deviare il traffico dal sito di ricercatore di sicurezza, cosa a cui ha provveduto Google.

OVH detiene però il primato mondiale, avendo subito un attacco da oltre un Tbps e mezzo di dati, ottenuto sempre con la stessa tecnica. Il mondo della IoT (Internet delle Cose, Internet of Things) deve essere necessariamente ripensato dal punto di vista della sicurezza.