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martedì 25 luglio 2017

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo del 21 Luglio 2017 - #Apple #Android #Ross128 #rollingshutter #iot




PUNTATA 512

I titoli di ogni notizia contengono un link all'articolo originale pubblicato sul blog Il Disinformatico di Paolo Attivissimo.




Argomenti della Puntata


Aggiornamenti Apple sopratutto per iOS


Apple, aggiornamenti di sicurezza essenziali (uno anche per Android) | Il Disinformatico

Apple ha rilasciato iOS 10.3.3, che contiene correzioni fondamentali per quanto riguarda la sicurezza di base. Come descritto nelle note tecniche, è disponibile per iPhone 5 e successivi, per iPad di quarta generazione e successivi, e per gli iPod touch di sesta generazione.



Android ha il suo antivirus ufficiale: Google Play Protect

In arrivo Play Protect, "antivirus" di Google per Android | Il Disinformatico

Ultimo aggiornamento: 2017/07/21 11:35. Se avete un dispositivo Android, provate ad andare nelle Impostazioni, selezionate la voce Google - Sicurezza (da non confondere con Accesso e sicurezza)- Verifica app. Se avete questa voce e compare un'icona con uno scudo verde e il triangolo di Google Play, come mostrato qui accanto, siete protetti da Google Play Protect, un nuovo "antivirus" per Android realizzato e distribuito automaticamente da Google.



Segnale radio interessante proveniente da Ross 128

"Strano segnale" da una stella vicina? Interessante, ma non è ET | Il Disinformatico

Come sempre quando il mondo scientifico annuncia di aver ricevuto segnali interessanti dal cosmo, anche stavolta si è scatenato l'entusiasmo di chi spera che si tratti finalmente della prova dell'esistenza della vita intelligente al di fuori della Terra. Ma vista l'importanza della questione e la frequenza dei falsi allarmi, è meglio andarci cauti.




Rolling Shutter: il video dell'uccellino che sembra sospeso a mezz'aria

Video: perché questo uccellino sta a mezz'aria con le ali ferme? | Il Disinformatico

Quasi due milioni di visualizzazioni per un video di un uccellino che svolazza davanti a una telecamera di sorveglianza domestica possono sembrare tante, ma se lo guardate (dura solo undici secondi) capirete il motivo di tanto interesse: il volatile sta sospeso in aria senza che si veda alcun movimento delle ali.


Attacco informatico ad un Casinò veicolato da un acquario per i pesci "smart"

Attacco informatico al casinò tramite.... l'acquario? | Il Disinformatico

Il Comandante Adama di Battlestar Galactica aveva capito tutto: le interconnessioni fra computer sono un tallone d'Achille. La CNN racconta uno dei casi più bizzarri di attacco informatico degli ultimi tempi, messo a segno sfruttando un'interconnessione decisamente inconsueta: un acquario.






domenica 14 maggio 2017

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo del 12 Maggio 2017 - #HP #Keylogger #Ultrasonic #Windows #IoT #Persirai







PUNTATA 502

I titoli di ogni notizia contengono un link all'articolo originale pubblicato sul blog Il Disinformatico di Paolo Attivissimo.






Argomenti della puntata


Tracciamento Ultrasonico segreto

Le app che sussurrano ai pubblicitari: tracciamento degli smartphone tramite ultrasuoni | Il Disinformatico

Siete il tipo di persona che cerca di non ascoltare le pubblicità televisive o nei centri commerciali per non farsene influenzare negli acquisti? È uno sforzo nobile, ma forse non avete considerato che il vostro smartphone potrebbe ascoltarle comunque di nascosto per voi e manipolarvi di conseguenza.


Trasmissioni televisive, apparati di filodiffusione nei centri commerciali o qualunque apparecchiatura elettronica in grado di emettere onde sonore, si può trasformare in un "beacon ultrasonico" progettato per interagire con App Android "spione".

Sono state scoperte sull'App Store di Android più di 200 applicazioni che  richiedono senza alcuna legittimità privilegi di accesso al microfono dello smartphone: il loro compito sarebbe infatti quello di rilevare questi ultrasuoni non percepibili dall'orecchio umano. I dati delle interazioni utente-smartphone-beacon vengono poi trasmessi ai pubblicitari e alle agenzie di marketing. Tutto senza che l'utente ne sia a conoscenza.

Non è un problema teorico: i ricercatori hanno trovato questi sistemi di pedinamento ultrasonico in quattro dei 35 centri commerciali che hanno visitato in due città europee (non specificate nella ricerca). Hanno inoltre rilevato numerose app Android che ascoltano questi segnali nascosti: app di aziende come Shopkick, Lisnr o Signal360, che sfruttano questa tecnica per sapere quando entrate in uno dei centri commerciali convenzionati e bombardarvi di pubblicità o di buoni acquisto su misura. [articolo]
L'unica contromisura possibile è la verifica dei privilegi che le App hanno sui sensori del dispositivo:

se volete tutelarvi contro questo genere d'invasione silenziosa della vostra vita e avete uno smartphone dotato di Android 6.0 o successivo, potete andare in Impostazioni - App, toccare l'icona dell'ingranaggio, scegliere Autorizzazioni app e poi Microfono per avere un elenco delle app che hanno il permesso di usare il microfono. Se ne vedete qualcuna che non conoscete, toglietele il permesso toccando il selettore a scorrimento a destra del nome dell'app. [articolo]


Epic fail di Hp: keylogger a bordo dei propri laptop

Molti laptop HP contengono un keylogger che registra ogni digitazione. Ce l'ha messo HP | Il Disinformatico

Ultimo aggiornamento: 2017/05/12 15:45. Numerosi modelli di computer portatili venduti da HP registrano di nascosto tutto quello che digitate, comprese le password, consentendo a un malintenzionato di recuperarle facilmente. Non è colpa di un malware installato da chissà chi: il registratore di digitazioni, o keylogger in gergo tecnico, è preinstallato direttamente da HP.

Molti portatili Hp contengono un Keylogger che registra i dati della digitazione. Un malintenzionato potrebbe così trafugare le nostre password  senza nemmeno troppo impegno: gli basterebbe sfruttare questo malware presente "di fabbrica" sui dispositivi.
La bizzarra scoperta è opera di una società svizzera di sicurezza informatica, chiamata modzero, che l'ha segnalata pubblicamente in questo articolo e in questa nota tecnica.

Il registratore è integrato in un driver audio della Conexant, specificamente in un file chiamato MicTray64.exe, che intercetta tutte le digitazioni e le registra in un file sul disco rigido del computer presso C:\Users\Public\MicTray.log. Non si sa perché esista questa funzione di registrazione non dichiarata. [articolo]
Unica nota positiva è che il file si aggiorna ad ogni avvio: i file potrebbero essere recuperati dai backup comunque.

Secondo modzero, sia HP sia Conexant sono state avvisate a fine aprile ma non hanno risposto costruttivamente e quindi per ora chi ha un computer dotato di questo grave difetto può risolverlo provvisoriamente cancellando il file C:\Windows\System32\MicTray64.exe e l'archivio delle digitazioni presso C:\Users\Public\MicTray.log.

L'elenco parziale dei modelli HP colpiti è qui, ma il problema potrebbe riguardare anche altre marche che usano i driver Conexant. [articolo]

Bug di Windows Defender permetteva di distribuire malware agli altri PC

Antivirus Microsoft era sfruttabile per installare virus: aggiornatelo | Il Disinformatico

Ironie dell'informatica: Windows Defender, il prodotto anti-malware di Microsoft integrato nelle versioni recenti di Windows, è risultato sfruttabile per infettare un computer semplicemente mandandogli una mail o un messaggio che venga esaminato da Defender. Sui sistemi non aggiornati all'ultima versione l'attacco ha successo senza alcun intervento dell'utente.
Niente panico: dopo l'annuncio pubblico della scoperta della falla sabato scorso da parte di Tavis Ormandy (Google Project Zero), Microsoft è corsa subito ai ripari e la falla è stata turata martedì scorso a tempo di record. [articolo]


IoT: nuova stirpe di telecamere pronte ad essere arruolate in una botnet

1250 modelli di telecamere di sicurezza vulnerabili da remoto | Il Disinformatico

È sempre più diffusa l'abitudine di installare sistemi di sorveglianza basati su telecamere IP connesse a Internet: costano poco, si installano facilmente e permettono il comando remoto. Il guaio è che molte permettono il comando remoto a chiunque.

Sono stati individuati 1250 modelli di telecamere di sorveglianza prodotte in cina vulnerabili al controllo da remoto da parte di una botnet. Utilizzare queste telecamere per la propria sicurezza si può rivelare un doppio autogoal: oltre a non essere sicure, i malintenzionati le possono pilotare per conoscere le abitudini delle vittime e cancellare le registrazioni dopo il colpo.

Trovare queste telecamere vulnerabili non è difficile: lo ha fatto un esperto di sicurezza, Pierre Kim, che ha usato il motore di ricerca Shodan per localizzare almeno 185.000 esemplari di questi dispositivi in tutto il mondo. Kim ha scoperto che la falla può essere sfruttata anche per trasformare queste telecamere in un esercito di aggressori che sommergono di traffico un sito Web preso di mira.

Poco dopo la scoperta di Pierre Kim è apparso in Rete un malware che la sfrutta. Si chiama Persirai e prende appunto il controllo di queste telecamere maldestramente progettate, reclutandole a forza in botnet per effettuare attacchi di denial of service. Finezza: Persirai modifica i dispositivi infettati, riparandone i difetti in modo che non possano essere sfruttati da altri malware, per così dire, concorrenti. [articolo]
Il mondo dell'Internet delle cose non smette mai di stupire (e forse anche di spaventare) tanto che esistono addirittura malware come BrickerBot che attaccano i dispositivi insicuri e li rendono inutilizzabili da altri aggressori.



La spia che ci provava: male

Giornata difficile? Mai come quella di chi ha rivelato per errore l'esistenza di un supercomputer NSA | Il Disinformatico

Se pensate che la vostra vita informatica sia una valle di lacrime costellata di errori imbarazzanti, consolatevi. Qualunque scivolone abbiate fatto ultimamente, è difficile che sia grosso come quello di chi ha rivelato per sbaglio l'esistenza di un supercomputer segreto che si sospetta venga usato dall'NSA.












venerdì 14 aprile 2017

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo del 14 Aprile 2017 - #Google #Windows #Vista #Update #BurgerKing #IoT #Ransomware



PUNTATA 498

I titoli di ogni notizia contengono un link all'articolo originale pubblicato sul blog Il Disinformatico di Paolo Attivissimo.




Argomenti della Puntata


La Cucina "Smart" AGA: l'Internet delle Cose folli


L'Internet delle Cose arriva in cucina: siamo fritti | Il Disinformatico

AGA, la nota marca di cucine di fascia alta, ha pensato bene di far diventare "smart" uno dei suoi prodotti, ed è nata così la cucina iTotal Control. Questa cucina, come spiega con entusiasmo la sua pagina Web informativa, ha un forno che può essere acceso a distanza tramite un'app.

La AGA ha pensato bene di creare una cucina smart (iTotal Control) il cui forno può essere acceso via internet.
La Pentatest ha svolto i rituali controlli di sicurezza scoprendo quanto sia facile per chiunque prenderne il controllo.

I messaggi tra l'apparecchio e il dispositivo mobile vengono infatti scambiati via http (ossia senza cifratura).

La pagina web che gestisce gli account delle cucine funziona a sua volta in http e le password degli utenti viaggiano per la rete in chiaro.

...soprattutto la pagina Web avvisa se si immette un numero di telefonino già iscritto al servizio.

A prima vista questo potrebbe sembrare un problema trascurabile, ma agli occhi di chi fa sicurezza informatica è una falla molto grave: infatti consente di tentare tutti i numeri di telefonino e trovare quelli delle cucine, compilando un elenco di numeri ai quali mandare comandi di accensione o spegnimento.

Ciliegina sulla torta, i ricercatori hanno raccontato che hanno avuto enormi difficoltà nel contattare qualcuno presso AGA per avvisare del problema: messaggi e telefonate rimasti senza risposta, promesse di essere richiamati mai mantenute, e persino il blocco su Twitter.[articolo]




Burger King cerca di attivare le funzioni di riconoscimento vocale dei dispositivi degli utenti: la vendetta della rete

Video pubblicitario tenta di attivare Google nelle case e sui telefoni degli spettatori | Il Disinformatico

Certi pubblicitari non si fermano davanti a nulla. La nota marca di hamburger Burger King ha pubblicato su YouTube e trasmesso in TV un video pubblicitario nel quale il narratore dice specificamente che quindici secondi non gli bastano per dire tutte le qualità di questo panino e quindi si rivolge direttamente agli smartphone e ai dispositivi Google Home nelle case degli spettatori, dicendo "OK Google, che cos'è il Whopper Burger?".

Dato che molti utenti hanno il riconoscimento vocale sempre in ascolto sui propri smartphone e sui propri dispositivi domestici Google Home, e attivato dicendo “OK Google”, l'intento dello spot era quello di prendere il controllo di questi dispositivi e indurli a leggere la pagina di Wikipedia dedicata al panino. [articolo]


La morte di Windows Vista e le "minacce" del "Creators Update" di 10

Addio, Windows Vista | Il Disinformatico

Il 12 aprile scorso Microsoft ha rilasciato gli ultimi aggiornamenti pubblici di sicurezza per Windows Vista. Ultimi nel senso che dopo questi non ce ne saranno più, e chi continua a usarlo su computer esposti a Internet sarà senza protezione contro le falle che verranno scoperte in futuro.

Vista fu messo a disposizione del pubblico il 30 gennaio 2007, dieci anni fa: una vita, ai ritmi dell'informatica. Già all'epoca ci furono parecchie lamentele dei consumatori, soprattutto al debutto, per i driver che non funzionavano e la compatibilità software traballante, peggiore di quella di Windows XP, tanto che molti utenti rimasero appunto a XP invece di aggiornarsi. [articolo]


Chiarimenti sul presunto hackeraggio delle sirene di Dallas

Antibufala: le sirene di Dallas non sono state "hackerate" | Il Disinformatico

Pochi giorni fa ben 156 sirene d'emergenza della città di Dallas, in Texas, usate per avvisare la popolazione dell'arrivo di un tornado o di altre emergenze, si sono attivate di colpo e sono rimaste attive per oltre un'ora e mezza. Ma non c'era nessun tornado in arrivo.


Non si è trattato di un hacking digitale visto che il caos sembra sia stato causato da un segnale radio caratterizzato da specifiche combinazioni di toni (UHF a 700MHz).


Pirate radio: Signal spoof set off Dallas emergency sirens, not network hack

Last Friday night, as midnight approached, someone managed to trigger the emergency siren system used by the city of Dallas for tornado warnings and other emergencies. And that someone managed to keep the alarms in action for 95 minutes-even after emergency services workers shut them off. The entire system had to be shut down.


Ransomware che arriva dalle stampanti

Se la tua fotocopiatrice ti manda una mail, non aprirla con un vecchio Word | Il Disinformatico

L'informatico Graham Cluley segnala che il recente aggiornamento di Microsoft Word corregge 44 vulnerabilità (di cui 13 critiche) e in particolare ne risolve una (la CVE-2017-0199) che è piuttosto insolita ed è già usata intensamente dai criminali informatici per disseminare un malware di nome Dridex, che ruba denaro attaccando i sistemi di pagamento via Internet.


sabato 25 febbraio 2017

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo del 24 Febbraio 2017 - #IOT #Dwitter #AirGapped #Storie #MacOS




PUNTATA 491
 

I titoli di ogni notizia contengono un link all'articolo originale pubblicato sul blog Il Disinformatico di Paolo Attivissimo.









Argomenti della Puntata



Javascript come linguaggio d'arte (Dwitter.Net)


Magie in Javascript minimalista | Il Disinformatico

Ultimo aggiornamento: 2017/02/24 23:30. JavaScript è un linguaggio potente e abbastanza facile da usare per ottenere molti effetti pratici per pagine interattive. Ma è difficile immaginarlo come linguaggio per creare arte. Difficile, perlomeno, finché non si visitano siti come Dwitter.net. Dwitter.net è semplicemente una collezione di Javascript che creano animazioni o forme geometriche complesse, e già così è affascinante.
Su Dwitter.net si possono trovare delle piccole opere create in Javascript in meno di 140 caratteri: è possibile non solo vedere la creazioni, ma anche modificare i parametri delle funzioni, analizzandone l'effetto prodotto.


Rete Tre - Il Disinformatico live! Se avete domande... | Facebook

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La Germania e la bambola robotica che viola le leggi tedesche sulla privacy

Perché la Germania vuole distruggere tutti gli esemplari di una bambola? | Il Disinformatico

Pochi giorni fa le autorità tedesche hanno diramato un ordine decisamente insolito: distruggere tutti gli esemplari di una bambola. Lo ha fatto l'Autorità garante delle telecomunicazioni della Germania (Bundesnetzagentur) perché la bambola in questione, chiamata Cayla, è per le norme tedesche un dispositivo di spionaggio. Ma come è possibile?


La Germania vuole distruggere tutti gli esemplari della famosa bambola robotica My Friend Cayla realizzata dalla Genesis Toys: la bambola viene equiparata ad un dispositivo di spionaggio dalle autorità garanti della privacy.

Questi giocattoli “smart”, infatti, si collegano senza fili, tramite Bluetooth, a un telefonino e da lì si connettono a Internet; hanno un microfono nascosto che ascolta le parole dei bambini, che vengono registrate e trasmesse via Internet alla Nuance Communication, un’azienda specializzata nel riconoscimento vocale. Presso la Nuance le parole ascoltate vengono convertite in testo, che viene usato per generare delle risposte automatiche, pronunciate quasi istantaneamente dalla bambola o dal robot, creando l’illusione di un dialogo. Cayla e i-Que, insomma, sono una sorta di Siri incorporata in un giocattolo [articolo].

Rete Tre - Il Disinformatico live! Se avete domande... | Facebook

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Il giocattolo non ha infatti alcuna protezione di sicurezza ed è facile hackerarla per poi ascoltare a distanza ciò che viene detto nella stanza in cui si trova la bambola.






Rubare dati da un computer disconnesso (Air Gapped)

Se la spia (del computer) fa la spia: estrazione di dati da un computer "air-gapped" | Il Disinformatico

Il buon senso informatico dice che uno dei modi migliori per proteggere i dati presenti in un computer è isolare il computer da qualunque connessione. Se non è collegato alla rete locale o, peggio ancora, a Internet, dovrebbe essere impenetrabile. Giusto, o quasi.

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Si pensa che tenere scollegato dalla rete un computer sia l'unico modo possibile per garantirne l'integrità dei dati: dispositivi come questo vengono definiti Air Gapped. Alcuni ricercatori israeliani sono riusciti a sfatare anche questo mito sfruttando la lucina lampeggiante del disco rigido




Si prende una telecamera, la si monta su un drone, lo si pilota verso la finestra da cui risulta visibile il computer da violare, si punta la telecamera verso il LED lampeggiante e si estraggono i dati.

Potrebbe sembrare un modo molto lento per estrarre dati, ma i ricercatori sono riusciti a trasmettere fino a 4000 bit al secondo (un megabyte in mezz’ora): più che sufficienti per trasmettere del testo o delle password o una chiave crittografica. A queste velocità, fra l’altro, il lampeggiamento del LED del disco rigido è talmente rapido da essere impercettibile all’occhio umano e la fuga di dati non lascia tracce.

Per fortuna le contromisure sono molto semplici: coprire il LED con qualcosa di opaco, orientarlo in modo che non sia visibile attraverso le finestre o (meglio ancora) collocare i computer essenziali in stanze prive di finestre. Ma bisogna avere l’accortezza di pensarci.[articolo]


Le Storie di Snapchat, Instagram, Facebook e WhatsApp

Stati o Storie in WhatsApp, Instagram, SnapChat, Facebook: la moda del momento | Il Disinformatico

Nei social network è scoppiata la mania delle "Storie": sequenze di immagini, video, emoji e testi che si compongono man mano nel corso della giornata e poi si cancellano automaticamente 24 ore dopo la loro creazione iniziale.

Rete Tre - Il Disinformatico live! Se avete domande... | Facebook

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Nei social network è scoppiata la mania delle “Storie”: sequenze di immagini, video, emoji e testi che si compongono man mano nel corso della giornata e poi si cancellano automaticamente 24 ore dopo la loro creazione iniziale. SnapChat, Instagram e Facebook le offrono già da tempo: ufficialmente da oggi 24 febbraio, ma in realtà da qualche giorno, le introduce anche WhatsApp, chiamandole però Stati (Status nella versione inglese).[articolo]
Quest’improvvisa passione di tutti i social network per gli Stati o Storie non è casuale: le Storie sono un punto di forza di SnapChat, concorrente di Instagram e WhatsApp, per cui Facebook (che possiede sia Instagram, sia WhatsApp) ha deciso di stroncare il social network del fantasmino copiando la sua funzione prediletta e offrendola ai suoi quasi 2 miliardi di utenti, che si combinano con quelli di WhatsApp (1,2 miliardi mensili) e con quelli di Instagram, dove 150 milioni di persone pubblicano una Storia ogni giorno. I “miseri” 156 milioni di utenti giornalieri di SnapChat non possono competere.[articolo]

Sempre più labile il mito dell'inviolabilità del Mac

Quel crack per Mac fa un patatrac: è ransomware senza sblocco | Il Disinformatico

Pubblicazione iniziale: 2017/02/24 11:43. Ultimo aggiornamento: 2017/02/25 12:50. Sono ancora tanti gli utenti Apple che pensano di non aver bisogno di un antivirus e di poter girare impunemente per Internet perché i loro computer non si possono infettare. Purtroppo non è così.

Sui siti di torrent circolano programmi craccati la cui unica funzione è quella di infettare i Mac degli utenti paralizzandogli il dispositivo in modo da costringere la vittima a pagare un riscatto: non fatelo; dietro al corrispettivo pagato non si riceverà alcuna soluzione di sblocco. Truffa nella truffa.





sabato 14 gennaio 2017

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo del 13 Gennaio 2017 - #Amazon #Echo #Sony #Instagram #IOT #CES #Facebook #PSN




PUNTATA 486

I titoli di ogni notizia contengono un link all'articolo originale pubblicato sul blog Il Disinformatico di Paolo Attivissimo.


 


Argomenti della Puntata




Amazon Echo e gli acquisti involontari

Amazon Echo accetta ordini di acquisto da chiunque. Anche da una voce alla TV | Il Disinformatico

Echo è un piccolo dispositivo domestico di Amazon che si collega a Internet ed è dotato di microfoni sempre in ascolto, che consentono di usarlo come maggiordomo virtuale al quale dare ordini a voce. Echo, infatti, riconosce i comandi vocali e risponde con una voce sintetica chiamata Alexa.

Curioso il caso di Amazon Echo: l'assistente domestico ha sempre i microfoni accesi per interpretare i comandi dei  padroni di casa e permettere loro di interagire con la casa Smart. Echo è sempre collegato allo store di Amazon: una bimba di 6 anni del Texas ha così chiesto ad Alexa (questo il nome di default dell'assistente) se poteva giocare alle bambole con lei comprandogli una casa delle bambole. Detto e fatto: l'indomani la scatola è prontamente arrivata a casa.

La notozia è finita sui telegiornali e quando un giornalista di San Diego ha ripetuto i comandi pronunciati a sua insaputa dalla bambina, gli Amazon Echo dei telespettatori hanno provveduto all'acquisto di una casa delle bambole.

Amazon ha promesso l'annullamento e la restituzione dei soldi in casi ome questo. Rimane l'obbligo per il possessore di Alexa di disabilitare gli acquisti automatici visto che non occorre la voce dei padroni di casa per effettuarli.



Le follie dell'Internet delle Cose: la spazzola WiFi

Arriva la spazzola per capelli connessa a Internet. Ne sentivamo il bisogno | Il Disinformatico

Il Consumer Electronics Show che si tiene all'inizio di ogni anno a Las Vegas è una fiera delle novità informatiche ed elettroniche che non manca mai di regalare esempi di gadget totalmente assurdi. Nel 2013, per esempio, ci aveva deliziato con iPotty, un vasino per bambini dotato di un supporto per iPad , subito ribattezzato iFatto.

Ennesime follie dell'internet delle cose.









Facebook e la descrizione automatica delle foto inserite

Facebook legge automaticamente tutte le foto che postate e le descrive | Il Disinformatico

Gli esperti di sicurezza e privacy di Labnol segnalano una particolarità poco conosciuta di Facebook: ogni foto che caricate viene analizzata da un sistema automatico di riconoscimento delle immagini.

Gli esperti si sicurezza di Labnol hanno rivelato che ogni foto caricata su Facebook viene analizzata da un sistema automatico di riconoscimento delle immagini.



SOS Breach: cosa fare se vengono rubati gli account di Instagram e di PSN Network (Sony Playstation)


Aiuto, mi hanno rubato l'account Instagram | Il Disinformatico

Rispondo pubblicamente a Igor, che mi segnala il furto del suo account Instagram e chiede aiuto: "Dopo quasi 1 giorno in cui non controllavo il telefono, sono entrato come di mio solito nel mio account Instagram, con enorme sopresa mi chiede di effettuare l'accesso, cosa che non mi è mai stata chiesta.



Aiuto, mi hanno rubato l'account del Playstation Network | Il Disinformatico

Mi scrive Kevin con un problema di Playstation: oggi mi hanno rubato l'account della playstation e hanno cambiato password e data di nascita, quindi non posso recuperarlo, il problema oltre ad aver perso l'account è che i giochi li ho presi tutti in digitale, e non avendo più il mio account principale mi è impossibile usarli, c'è una qualche soluzione a ciò?






domenica 16 ottobre 2016

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo del 14 Ottobre 2016 - #IoT #Google #Samsung #GalaxyNote7 #Mercedes #TrolleyProblem



PUNTATA 474




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Argomenti della Puntata



La Samsung ritira dal mercato il Galaxy Note 7

Perché gli smartphone prendono fuoco? il disastro del Samsung Galaxy Note 7 | Il Disinformatico

Ars Technica ha pubblicato un bel sunto del disastro che ha colpito Samsung con il suo Galaxy Note 7, colpevole di esplodere o prendere fuoco, ferendo i clienti. Il blocco delle vendite e il richiamo di 2,5 milioni di esemplari non hanno risolto il problema: anche la nuova versione ha lo stesso problema di autocombustione: meno di prima, ma ce l'ha.


Il Galaxy Note 7 esplode e prende fuoco per davvero: sono molti i video che documentano bene la tendenza del dispositivo ad incendiarsi. La causa dei primi incidenti è da rintracciare nella progettazione della batteria che, troppo grande per il suo alloggiamento, viene compressa durante l'installazione e l'utilizzo da parte dell'utente causando i successivi corto circuiti.
I modelli prodotti successivamente alla scoperta di questo errore progettuale sembrano essere affetti invece da problemi legati alla ricarica veloce che mina molto presto l'integrità della nuova batteria.

Il Galaxy Note 7 verrà perciò tolto definitavemente dal mercato: è stata addirittura predisposta una procedura molto costosa per il ritiro dei modelli che prevede l'utilizzo di confezioni ignifughe.

L'Epic Fail di Samsung, oltre ad essere una perdita di immagine colossale, segna anche una perdita economica di svariati miliardi di dollari. 





Ragazzo confonde Google AdSense con Google AdWords e riceve una fattura da 100K euro

Dodicenne riceve una fattura di 100.000 euro da Google: ha confuso AdWords e AdSense | Il Disinformatico

Non è la prima volta che racconto di disavventure economiche causate da giovanissimi internauti. Di solito i danni ammontano a qualche migliaio di dollari, euro o franchi, ma stavolta la cifra è da record: centomila euro di bolletta.

Il ragazzo spagnolo ha dato a Google il numero del conto corrente di famiglia e ha scelto la parola chiave da associare alla sua pubblicità, il video del suo gruppo musicale. A differenza di AdSense che paga gli utenti per le visite che ricevono sul proprio portale, AdWords fa pagare l'inserzionista ogni volta che qualcuno in rete clicca su quella determinata parola (legata al contenuto da promuovere). In pochi mesi il numero di click è stato così massivo che Google ha presentato il conto di 100K euro,

Fortunatamente Google ha riconosciuto l'errore fatto in buona fede dal ragazzino e ha ritirato la richiesta economica. Se il ragazzo doveva essere controllato con più attenzione dai genitori, anche Google dovrebbe rendere le procedure di registrazione ai suoi servizi più sicure e verificate.




Auto a guida autonoma e problemi etici: TrolleyProblem

Se un'auto autonoma deve scegliere chi uccidere e chi salvare, per Mercedes salverà il conducente | Il Disinformatico

Il dilemma del tram (trolley problem ) è un esperimento mentale molto semplice: un tram corre sul proprio binario. Il conducente del tram non può vedere che sul binario ci sono cinque operai: quando li vedrà non ci sarà tempo di frenare e quando loro vedranno il tram che incombe sarà troppo tardi per scansarsi.

In sintesi: l'auto a guida autonoma deve decidere in situazioni di emergenza se salvare il guidatore oppure gli eventuali pedoni sulla strada.

Secondo Christoph von Hugo, il direttore della Mercedes-Benz per i sistemi di assistenza al conducente e di sicurezza attiva, le auto a guida autonoma devono sempre prediligere la sicurezza del conducente e dei passeggeri: se esiste la sicurezza di salvare almeno una persona, bisogna cercare di mettere questa priorità al centro di tutto. L'ambiente circostante è molto complesso ed è impossibile cercare di prevedere le conseguenze di ogni azione. L'unica certezza riguarda la salvaguardia degli abitanti del veicolo.





L'epopea del bollitore smart ma non troppo

Internet delle Cose: undici ore per attivare un bollitore "smart" | Il Disinformatico

Pochi giorni fa Mark Rittman, un dirigente della Oracle, è stato suo malgrado protagonista di una telenovela informatica in tempo reale: ha raccontato via Twitter la sua lotta epica contro un bollitore d'acqua per il té. Ci ha messo undici ore a farlo funzionare.

Mark Rittman, dirigente Oracle, ha impiegato 11 ore per mettere in funzione il suo bollitore Wi-Fi e ha raccontato la sua epopea in tempo reale su Twitter.

Si tratta dell'ultima follia IoT (l'Internet delle Cose).

Dapprima gli si è rivoltato contro l’access point Wi-Fi, che si è resettato, poi il bollitore non accettava correttamente i dati ricevuti via Wi-Fi e si ostinava a voler fare periodicamente una “ricalibrazione obbligatoria” che lo scollegava dalla rete domestica. [articolo]
Dopo 11 ore ed una piccola rivolta delle lampadine smart che dovevano necessariamente aggiornarsi, lasciandolo al buio, Rittman ha potuto gustare la sua meritatissima tazza di the.







venerdì 30 settembre 2016

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo del 30 Settembre 2016 - #Instagram #WhatsApp #Signal #AlanTuring #DDos #IoT



PUNTATA 472




I titoli di ogni notizia contengono un link all'articolo originale pubblicato sul blog Il Disinformatico di Paolo Attivissimo.


Argomenti della Puntata



Le Storie di Instagram non sono private come su Snapchat

Le Storie di Instagram non sono come in SnapChat: sono visibili a tutti | Il Disinformatico

La funzione Storie di Instagram, lanciata di recente, è una copia piuttosto spudorata delle Storie di SnapChat: una collezione di foto o un breve video che dura 24 ore e poi sparisce. Ma attenzione: a differenza di quelle di SnapChat, le Storie di Instagram sono completamente pubbliche.



Le Storie sono collezioni di foto e video che durano 24 ore: ma a differenza di Snapchat queste Storie sono visibili per tutti e non solo per gli amici.

Chi pubblica una Storia presenta un cerchietto rosso intorno alla foto profilo dell'account (l'unico modo per nasconderle sarebbe rendere privato l'intero account).



 Ripassino veloce di come funziona un Storia di Instagram: per crearla, o per aggiungere una foto o un video alla Storia già esistente, si tocca la crocetta in alto a sinistra nella home page di Instagram. Si scatta la foto oppure si fa un video tenendo premuto il pulsante di scatto. Si può prendere un video o una foto già esistente, se risale alle ultime 24 ore. Si può scrivere sulla foto o filtrarla scorrendo un dito da destra a sinistra. Un tocco sulla freccia in basso e la foto viene aggiunta alla Storia del giorno. Maggiori dettagli sono in questo articolo di Wired in italiano. [articolo]




Quantomeno è possibile vedere chi si è collegato per vedere la propria storia (se può essere di consolazione).


Migliore alternativa al sempre più spione WhatsApp: Signal

Alternative a WhatsApp: Signal, ora anche su computer | Il Disinformatico

Signal ( Signal.org) è considerata una delle app di messaggistica più attente alla sicurezza e alla riservatezza: da tempo è disponibile per Android e iOS, ma ora è possibile usarla anche su computer (Mac, Windows, Linux). Da pochi giorni la versione su computer funziona anche in abbinamento agli smartphone iOS (prima era limitata agli Android).



Signal è una app di messagistica gratuita, disponibile anche in italiano: è gestita da un gruppo di informatici a cui la privacy sta a cuore, tanto da essere sponsorizzata dal paladino della rete Edward Snowden (colui che ha rivelato le nefandezze dell'NSA).



La prima musica computerizzata risale a 65 anni fa: Alan Turing

A quando risale la prima musica computerizzata? A 65 anni fa | Il Disinformatico

Sembra incredibile, ma i primi suoni musicali generati da computer risalgono ai primi anni Cinquanta del secolo scorso. La registrazione più antica di questi tentativi di fare musica tramite calcolatori è infatti datata 1951 ed è stata recentemente restaurata per ripresentarla al pubblico.



Nel 1951 sono stati effettuati i primi esperimenti per sintetizzare musica con un calcolatore, che occupava l'intero pian terreno del Computing Machine Laboratory a Manchester, nel Regno Unito.

L'ideatore di questo programma di sintesi è Alan Turing l'eroe di guerra informatico che permise agli inglesi di conoscere in anticipo i piani della Germania di Hitler grazie alla decifrazione dei segnali generati dalle macchine Enigma.

Turing fu anche pioniere dell'informatica moderna nonchè dei primi studi sull'intelligenza artificiale.



La registrazione restaurata, realizzata all’epoca dalla BBC su un disco di acetato da 12 pollici e oggi corretta per eliminare disturbi, distorsioni e variazioni di frequenza, include tre melodie: God Save the King (Queen), Baa Baa Black Sheep e In the Mood di Glenn Miller. [articolo]

Christopher Strachey insegante che si occupò della melodia ricorda la reazione laconica di Turing dopo l'ascolto del brano: “Good show”



WhatsApp cambia le regole dell'accordo (e pregate non lo faccia ancora)

Facebook, la Germania ferma la condivisione dei dati di WhatsApp; garante privacy italiano apre istruttoria | Il Disinformatico

Molti utenti di WhatsApp hanno percepito come il tradimento di una promessa la recente decisione di Facebook di prendere dati da WhatsApp per vendere pubblicità mirata.


Il garante della privacy di Amburgo ha intimato a Facebook di interrompere la condivisione dei dati della app di messaggistica con il social in blu.

I problemi più gravi rigurdano gli utenti non iscritti a Facebook e non presenti su WhatsApp che si trovano comunque registrati sui server di Zuckerberg.




Il più grande attacco DDos della storia realizzato via "Webcam"

Nuove frontiere degli attacchi informatici: oscurare un sito tramite le webcam | Il Disinformatico

Pochi giorni fa il sito dell'esperto di sicurezza informatica Brian Krebs, KrebsOnSecurity, spina nel fianco di molti criminali online per via delle sue inchieste, è stato oscurato con una forma di attacco decisamente insolita: sono state utilizzate centinaia di migliaia di telecamere connesse a Internet.


L'ultima tendenza riguarda paralizzare i siti utilizzando le webcam (anche altri dispositivi IoT ad ogni modo): lo ha scoperto il ricercatore di sicurezza Brian Krebs che si è tovato il blog paralizzato.

La ritorsione degli hacker si è svolta prendendo il controllo di un certo numero di webcam (solitamente piene di difetti di sicurezza), a cui è stato installato software ostile al fine di prenderne il controllo ed effettuare chiamate sul sito bersaglio.

L'operazione ha generato 620 Gbps di traffico dati. Hakamai non è più riuscita a deviare il traffico dal sito di ricercatore di sicurezza, cosa a cui ha provveduto Google.

OVH detiene però il primato mondiale, avendo subito un attacco da oltre un Tbps e mezzo di dati, ottenuto sempre con la stessa tecnica. Il mondo della IoT (Internet delle Cose, Internet of Things) deve essere necessariamente ripensato dal punto di vista della sicurezza.









venerdì 4 dicembre 2015

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo del 4 Dicembre 2015 - Bufale, Ransomware e Data Breach





Il titolo di ogni notizia contiene un link al relativo articolo sul blog "Il Disinformatico" di Paolo Attivissimo.


SOMMARIO:


Bufale Elettroniche

Le luci di Natale interferirebbero con il segnale Wi-Fi

In realtà qualsiasi dispositivo elettronico è in grado di interferire con il router di casa; da qui la raccomandazione di piazzare opportunamente l'apparato lontano da queste fonti di disturbo. Le luci dell'albero di Natale sono una delle tanti sorgenti in grado di attenuare il segnale Wi-Fi: ma sotto Natale la notizia genera più click del dovuto. 



Ransomware

Nuove epidemie di RansomWare

Una società svizzera di sicurezza, la Melani, ha redatto un bollettino di sicurezza riguardo al nuovo ransomware TeslaCrypt (l'ultimo nato nella famiglia CryptoLocker). In caso di infezione i dati vengono criptati con una chiave robustisima (cifratura AES a bit)che i lestofanti promettono di rivelare nel caso venga pagato il riscatto richiesto.
  
Se non sono stati effettuati dei backup recenti dei dati (ad infezione avvenuta l'antivirus è inutile) l'unica possibilità è quella di affidarsi ai malfattori e pagare il riscatto, richiesto solitamente in Bitcoin, la valuta digitale difficile da rintracciare.

Sebbene il principale veicolo di infezione sia la SPAM, Attivissimo ci segnala che anche alcune pagine web, sfruttando ad esempio le vecchie falle del protocollo flash, possono compromettere i computer non aggiornati: è accaduto ad alcuni visitatori del sito Reader's Digest.

Per evitare problemi:
  • Antivirus
  • Aggiornamenti
  • Backup dei dati e della macchina
  • Attivare sempre il cervello quando si naviga



Truffe Informatiche

Arrestati i responsabili di  sofisticate Truffe alla Nigeriana

La polizia londinese è riuscita ad arrestare due elementi di una banda di truffatori esperti in colpi alla nigeriana.



I Rischi dell'IOT (Internet of Things)

L'hackeraggio della VTech, azienda di giocattoli elettronici collegabili alla rete

La VTech, azienda di giocattoli hi-tech, ha subito un pesante hackeraggio: sono stati compromessi i dati sensibili di 4.8 milioni di utenti nonchè le foto di 200 mila bambini.


Questi sono i dati di cui la VTech ammette la compromissione



Nel mondo dell'IOT succede anche questo: la domanda è perchè un'azienda dall'approccio disinvolto verso la privacy raccolga così tanti dati.

La raccomandazione è quella di cambiare immediatamente la password (nonchè di modificare le opzioni per il recupero della medesima) di accesso a VTech e a tutti gli altri servizi in cui veniva usata la stessa password.


Fonte Hacker News: qui.