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sabato 14 maggio 2016

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo del 13 maggio 2016 - #Flash #CryptXXX #Ransomware #Maia #Shodan #HaveIBeenPwned









Puntata 452

I titoli di ogni notizia contengono un link all'articolo originale pubblicato sul blog Il Disinformatico di Paolo Attivissimo.


SOMMARIO

Antibufala: 15enne canadese scopre una città Maia

La notizia anche se affascinante è una bufala: non esiste alcun Indiana Jones junior. La notizia è stata diffusa senza alcun controllo. La vicenda del ragazzino autodidatta che batte gli esperti sul loro campo è molto curiosa, ma non vera, specialmente se si analizza la fonte della notizia in cui il ragazzino avrebbe raggiunto il suo scopo basandosi sui principi della "pseudo-archeologia".

Non esiste poi nessuna conferma da parte dell'agenzia spaziale canadese, tanto più che il ragazzino non ha mai affermato di aver scoperto un'antica città perduta, ma di aver scoperto su Google Maps forme geometriche non naturali riconducibili all'opera umana.





Falla critica in Adobe Flash già sfruttata dai malfattori per attacchi ransomware targati CryptXXX

Kaspersy aveva creato un tool alla fine dello scorso mese per decriptare i file criptati dal ransomware CryptXXX. I criminali informatici hanno perfezionato il malware nel frattempo e all'inizio di questa settimana hanno scatenato una nuova ondata di attacchi (sfruttando probabilmente l'ennesima falla del re dei colabrodi, Adobe Flash). Ieri Kaspersky ha risposto ancora una volta agli hacker, creando un nuovo decifratore; lo trovate a questo link:

https://blog.kaspersky.com/cryptxxx-decryption-20/12091/


Il seguente video è di 2 settimane fa, ma i principi sono comunque gli stessi. Con il nuovo tool di decriptazione dovrebbe essere possibile recuperare gran parte dei file infetti con l'estensione .crypt.





Il problema è cross piattaforma dal momento che coinvolge gli utenti Windows, Mac, Linux e Android: unica soluzione aggiornare ove possibile flash. Ecco il link per scaricare l'aggiornamento 21.0.0.242 che tura 25 falli totali: https://get.adobe.com/it/flashplayer/





La notizia buona è che per gli utilizzatori di Chrome con privilegi da ammistratore sul pc, l'aggiornamento è automatico.

Sarebbe bene impostare Flash e Java in modo tale che il browser chieda all'utente se aprire o meno quei contenuti (in alternativa si può installare su Firefox l'add-ons "No Script" e su Chrome l'estensione "ScriptSafe" e "ScriptBlock").



Azienda svizzera con dispositivi esposti in rete senza protezioni

Soliti problemi con l'Internet delle Cose (IoT, Internet of Things): si tratta di dispositivi erroneamente collegati in rete senza protezioni e password, facilmente manovrabili in rete da chiunque abbia le sufficienti competenze informatiche.

Ci sono aziende che non si preoccupano troppo della sicurezza: e grazie al motore di ricerca Shodan.io qualsiasi dispositivo collegato in rete senza le dovute misure di sicurezza (l'indirizzo IP segreto viene smascherato in un attimo da Shodan) diventa preda dell'internauta di turno.


La segnalazione della settimana riguarda una coppia di caldaie di due aziende svizzere.




250 milioni di account mail rubati e venduti in rete per 1 dollaro

La notizia diffusa da Reuters ha creato non poco panico tra gli utenti, ma va ridimensionata:  gli account violati sono in maggior parte russi (riguardano il dominio di posta russo mail.ru) mentre i restanti ancorchè legati a Google, Yahoo e Microsoft non risultano compromessi secondo gli esperti di sicurezza (sono state verificate le password). Il prezzo a cui tale archivio di credenziali veniva venduto, ossia a circa un dollaro, lascia proprio pensare alla scarsa qualità del pacchetto.


Ad ogni modo per verificare l'eventuale compromissione del proprio account, si può inserire il proprio indirizzo mail sulla piattaforma "HaveIBeenPwned". Diffidate sempre dei servizi online che fingono di testare la robustezza della vostra password chiedendone l'inserimento: spesso le catalogano appositamente per mirare meglio gli attacchi a forza bruta.

Solito consiglio: usate password differenti per i vari servizi della rete e non utilizzate parole di senso compiuto o date di compleanno. E vi prego, basta utilizzare la password "Passw0rd": BASTA!





sabato 2 aprile 2016

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo, puntata del 1 Aprile 2016 - Facebook, Steam, LikeFactory, Macro, Ransomware







Puntata 446

I titoli di ogni notizia contengono un link all'articolo originale pubblicato sul blog Disinformatico di Paolo Attivissimo.





Sommario:


Fabbriche dei Like: quanto costano mille like su Facebook?

Il "like" è uno di quei strumenti messi a disposizione da Facebook per capire la popolarità di una pagina o di un personaggio: comprare i like equivale a falsare i dati ottenuti.
Esistono le fabbriche dei "Mi Piace" le "Like Factory" un industria sommersa che vale 200 milioni di dollari: con 50 dollari si possono comprare circa 1000 like gestiti da persone in carne e ossa. In Dacca nel Bangladesh vengono generati tra il 30% e il 40% di tutti i like comprati nel mondo.

Il documentario di Garret Bradley "Like" descrive bene questo fenomeno.




Ma credo sia ancora più iteressante l'inchiesta condotta da Derek Muller di Veritasium 2 anni fa sempre su questo fenomeno delle Like Factory nei paesi in via di sviluppo: 2 video in particolare inquadrano perfettamente questo fenomeno.








Facebook e Privacy: i consigli di Gizmodo per aumentare la nostra sicurezza

Gizmodo regala 5 consigli per aumentare la nostra privacy su Facebook: evitare che i nostri "mi piace" vengano sfruttati per le pubblicità (come visto in precedenza tutti i ricavi di Facebook si basano sugli introiti pubblicitari) rendendoli visibili ai propri amici; inoltre, per evitare ulteriori tracciamenti, si può intervenire più profondamente nel menu "Inserzioni" (pagina delle Impostazioni).
 

Ci si può nascondere dai motori di ricerca e non consentire alle app esterne di spiattellare i nostri dati. Si possono poi filtrare le inserzioni visibili nella nostra Timeline.








I ransomware possono arrivare attraverso i docuenti Word: come bloccare le Macro (veicolo delle infezioni)

I ransomware sono malware che prendono in ostaggio i dati del proprio computer (e di tutte le cartelle condivise ad esso collegate) e li rendono nuovamente accessibili solo dietro il pagamento di un riscatto che fornisce la chiave di decriptazione.

Il malware si può contrarre scaricando un eseguibile malevolo (un file .exe spesso mascherato da innocuo file pdf, quindi sempre meglio attivare le opzioni di cartella che mostrano l'estensione di un file) proveniente da una mail in cui era contenuto come allegato, più raramente lo si scarica da pagine in rete preparate apposta dai malfattori: tutti gli antivirus attualmente presenti sul mercato non riescano ad individuare proattivamente la minaccia, anche perchè il virus (CryptoLocker, TeslaCrypt...) si evolve in fretta e viene migliorato costantemente, dato che è stato caricato su piattaforme come GitHub (è diventato un software Open, "migliorabile" dai programmatori).

Anche i documenti word sono molto periclosi perchè al loro interno ci sono istruzioni, dette Macro, utili per automatizzare alcune procedure: le Macro elaborate dai malfattori contegono invece le istruzioni per scaricare ed eseguire il ransomware. Esite uno strumento capace di abilitare solo le Macro interne bloccando quelle che richiedono l'utilizzo della rete: per attivare queste group policy bisogna avere i privilegi di amministratore della macchina.

Ricordarsi sempre di effettuare regolari backup dei propri dati: una copia fisicamente separata dal pc e dalla rete aziendale.




Un 16enne si è beffato di Steam (Valve) inventando un gioco chiamato "Guardare la pittura che asciuga -Watch Paint Dry"

Era l'unico modo per segnalare la vulnerabilità di questa nota piattaforma di gaming, visto che non gli stavano dando ascolto. Un bravo a Ruby Nilon.





Per saperne di più: https://medium.com/swlh/watch-paint-dry-how-i-got-a-game-on-the-steam-store-without-anyone-from-valve-ever-looking-at-it-2e476858c753


Vulnerabilità di sicurezza: come ci si può difendere?

Spesso i dispositivi di sicurezza vengono venduti e male impostati andando contro lo scopo per cui erano intesi. Shodan.io è un portale che permette di individuare tutti gli apparecchi esposti pubblicamente in rete e privi di sicurezza (tanto da poter essere gestiti da chiunque abbia una connesione internet). I PC sono tranquillamente controllabili in rete con TeamViewer o VNC: l'importante è impostare le dovute password e magari modificare le impostazioni di default dei dispositivi.











sabato 26 marzo 2016

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo del 25 Marzo 2016 - #Shodan #Apple #GTA #Rubik






Puntata 445

I titoli di ogni notizia contengono un link all'articolo originale pubblicato sul blog Disinformatico di Paolo Attivissimo.

Link al podcast della puntata: qui.


Sommario:

Shodan colpisce ancora: la telecamera di un supermercato di Praga è pubblicamente esposta in rete


Ci sono molto utenti che installano telecamere di sorveglianza ma senza usare le dovute precauzioni: si trovano pubblicamente in rete (tramite il portale shodan.io), le password sono quelle di default del dispositivo e così via.


Una disavventura altrettanto pericolosa era capitata qualche sera prima ad un DJ californiano: il suo portatile era accessibile da chiunque in rete via VNC, dal momento che la password di questo programma di controllo remoto non era stata settata (VNC è una sorta di TeamViewer, banalizzando il concetto).












Aggiornamenti Apple da fare con molta cautela

Mac, iPhon, iPad devono turare un falla che permetteva di decifrare messaggi di iMessage e immagini di iCloud; diventa poi possibile regolare la quantità della luce dei monitor durante le ore serali e notturne.

Se si dispone di dispositivi non recentissimi (più di 2 generazioni prima) è necessario ricordare la password dell'ID di iTunes: se l'utente non se la ricorda, durante l'aggiornamento il dispositivo rischia di piantarsi e di piantarvi in asso (i tecnici Apple stanno cercando di limitare i malfunzionamenti).









Easter Egg all'interno di GTA: il cervo immortale

Un artista, Brent Watanabe, ha inserito nella propria installazione di GTA un cervo immortale ed invulnerabile capace di teletrasportarsi ovunque nella città: tutto è gestito dalla IA del gioco creando effetti tragicomici (lo streaming poco sotto). Il fenomeno è diventato virale e circa 350K persone hanno incomiciato a seguire le avvunture del cervo sulla piattaforma Twitch.tv.

Approfondimento
Twitch.tv è una piattaforma di video streaming (in diretta) di proprietà di Amazon.com. Fu introdotta nel giugno 2011 come spin off della piattaforma streaming generalista Justin.tv, il sito si focalizza principalmente sui videogiochi. I contenuti possono essere visti in diretta o su richiesta (on demand).






Antibufala: un giocoliere, Rubocubo, risolve 3 cubi di Rubik in 20 secondi mentre li fa roteare in volo. 

In soldoni si tratta di un video modificato in CGI che ha già fruttato dei guadagni per il suo autore.


Il video originale



La spiegazione del trucco


sabato 13 febbraio 2016

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo del 12 Febbraio 2016 - Sicurezza, Antibufala e Amazon







I titoli delle notizie contengono un link al blog di Paolo Attivissimo il Disinformatico dove gli articoli sono pubblicati.

Link al podcast della puntata di oggi: qui.


Sommario:


Una delle prime applicazioni pratiche della scoperta delle Onde Gravitazionali: una suoneria originle per il proprio telefono.

    Il disclaimer parla di un video realizzato in piano sequenza con un unico ciak senza stacchi: si tratta in realtà di otto spezzoni legati insieme (sono state infatti otto le parabole realizzate con un aereo russo attrezzato per ricreare l'assenza di gravità)




    Lezione su come non si configura un sito internet. Shodan è un motore di ricerca realizzato apposta per scovare dispositivi collegati alla rete: grazie ad esso è stato possibile trovare in rete il sito web della centrale di cui chiunque può prendere il controllo. L'indirizzo IP permette di accedere alla centrale, VNC (programma per gestire da remoto delle risorse della rete) permette di entrare direttamente sul sito conoscendo l'indirizzo IP senza necessità di password, la login suggerisce il nome utente ed autocompleta le password (per giunta banali). Insomma: don't try this at home!!



    Clausola nascosta negli Amazon Web Services circa a pagina 50: si parla dell'utilizzo consentito dei motori grafici 3D, una postilla non valida per gli essere umani diventati zombificati.





    Le foto caricate su facebook vengono processate dalla piattaforma: se le immagini sono realizzate  con la tecnica del "Cross-site scripting" l'elaborazione delle immagini genera delle istruzioni che la piattaforma compila, eseguendo le istruzioni dell'attaccante.