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sabato 8 ottobre 2016

Il Disinformatico di Paolo Attivissimo del 7 Ottobre 2016 - #Decennale #Allo #Google #Mac #Ratter #OverSight #Facebook





PUNTATA 473 (La Puntata del Decennale)



I titoli di ogni notizia contengono un link all'articolo originale pubblicato sul blog Il Disinformatico di Paolo Attivissimo.


Argomenti della Puntata



Decennale del Disinformatico


10 anni di Disinformatico

Dieci anni di Disinformatico radiofonico | Il Disinformatico

Con la puntata di stamattina il Disinformatico compie dieci anni: la prima puntata andò in onda infatti il 3 ottobre 2006. All'epoca il programma andava in onda il martedì, non il venerdì, ma sempre alle 11 del mattino come oggi, la sigla RSI indicava solo la Radio Svizzera (la TV era RTSI), e c'era già il podcast (che ho archiviato qui).



Recensione di Google Allo: qualche chicca, ma poche ragioni per non usare WhatsApp

Alternative a WhatsApp: Google Allo, troppo poco troppo tardi? | Il Disinformatico

Un ascoltatore del Disinformatico radiofonico mi ha chiesto un parere su Google Allo (per Android e iOS), la recente app di messaggistica che dovrebbe essere la risposta di Google allo strapotere di WhatsApp. In sintesi: troppo poco, troppo tardi, anche se le chicche interessanti non mancano.

Google Allo è una App di messaggistica liberamente scaricabile per Android e iOS: nasce per essere la principale antagonista di WhatsApp, ma nonostante qualche feature interessante, difficilmente potrà scalfirne lo strapotere.

 Google Allo:

l'interfaccia di Google Allo è in tutto e per tutto simile a quella di WhatsApp (al limite del plagio);

l'autenticazione si basa esclusivamente sul numero di telefonino (può non essere legato all'account Google);

esiste un set di risposte preconfezionate che l'applicazione apprende con l'utilizzo dell'utente;

si possono contattare con sms normali gli utenti non iscritti ad Allo;

suggerimenti automatici predittivi (la App analizza il contesto e propone orari di cinema o nomi di ristoranti...) in modo da effettuare ricerche in App;

non tutti i messaggi sono cifrati end to end di default e per fare questo occorre attivare la modalità Incognito.

Insomma, non si tratta di certo di una rivoluzione tale da giustificare la migrazione di massa verso tale piattaforma.




La presunta rapina a Kim Kardashan facilitata dai continui aggiornamenti social

Kim Kardashian, sequestro e megarapina agevolati dal suo uso dei social network? | Il Disinformatico

Pochi giorni fa Kim Kardashian è stata aggredita, legata e imbavagliata in un albergo di Parigi da cinque uomini armati travestiti da poliziotti che hanno ordinato al concierge di aprire la porta della suite della Kardashian. I criminali si sono poi allontanati con un bottino di circa dieci milioni di dollari di gioielli della celebrità.


Da questo fatto di cronaca nasce un dubbio informatico: un uso eccessivo dei social network, può facilitare i malintenzionati? Le foto pubblicate da questa persona su Instagram e Facebook permettevano infatti di tracciarla in tempo reale.


Un Malware per Mac è in grado di spiare gli utenti via webcam


Malware per Mac spia attraverso la webcam, la spia luminosa non allerta l'utente | Il Disviene attaccato dalla diffusione di un malwareinformatico

I ratter, i guardoni e spioni che infettano i computer per sorvegliare gli utenti attraverso le telecamerine integrate, non sono una novità. Ma è in circolazione una nuova tecnica di ratting alla quale è importante fare attenzione anche se si usa un Mac.

Il mito dell'invulnerabilità dei Mac, così come quello di qualsiasi sistema operativo, è stato minacciato dalla notizia della diffusione di un malware in grado di accendere la webcam senza la consapevolezza dell'utente (la spia luminosa non si attiva): una gioia per i Ratter, i guardoni della rete, che infettano i computer degli utenti per poterli spiare attraverso le telecamere integrate.

La nuova tecnica prevede che l'attacante attenda l'utilizzo legittimo della webcam da parte del'utente (sessione Skype, FaceTime o Hangout) per poi attivare un nuovo flusso video di cui la vittima non può essere a conoscenza. Terminata la sessione video legittima, anche il malware smette di funzionare.

Esistono due versioni del malware, Eleanor e Mokes. Esiste fortunatamente una soluzione:

Per venire incontro a quest’esigenza, l’informatico Patrick Wardle ha sviluppato un’app, OverSight, che avvisa l’utente se un programma attiva il microfono integrato o accede alla webcam, anche se questi dispositivi sono già in uso.[articolo]




Evitato l'ennesimo Cataclisma di Facebook

Come prendere il controllo di una Pagina Facebook | Il Disinformatico

Ad agosto scorso il ricercatore di sicurezza Arun Sureshkumar ha scoperto una falla in Facebook che gli avrebbe permesso di prendere il controllo completo di qualunque Pagina del social network. Potete immaginare il valore commerciale di una conoscenza del genere: un potenziale di disinformazione e ricatto straordinario, dato che le Pagine vengono usate da aziende e celebrità per gestire la propria immagine.

Arun Sureshkumar, ricercatore di sicurezza indiano, ha scoperto una falla di Facebook che gli avrebbe permesso di prendere il controllo di qualunque account dell'intero social network nel giro di 10 secondi.

Correttamente Arun ha segnalto questo bug al social di Menlo Park e Facebook lo ha ricompensato con 16K dollari (un po' pochini).

Come sempre la notizia serve da promemoria: affidare i propri dati sensibili a piattaforme di questo tipo, è pura follia.




The United Nation's First Space Mission (La prima missione spaziale delle Nazioni Unite) via @SciShowSpace






The Nobel Prize in Physiology or Medicine (Yoshinori Ohsumi ha vinto il Nobel per lo studio sull'Autofagia) via @SciShow






La Copertina di Maurizio Crozza a diMartedì del 4 Ottobre 2016






venerdì 30 settembre 2016

This Week in Science: September 24 - 30, 2016 (Scoperte scientifiche della settimana) - via @Futurism #ElonMusk #Energy #Measles #Space #VR #DNA







Il Disinformatico di Paolo Attivissimo del 30 Settembre 2016 - #Instagram #WhatsApp #Signal #AlanTuring #DDos #IoT



PUNTATA 472




I titoli di ogni notizia contengono un link all'articolo originale pubblicato sul blog Il Disinformatico di Paolo Attivissimo.


Argomenti della Puntata



Le Storie di Instagram non sono private come su Snapchat

Le Storie di Instagram non sono come in SnapChat: sono visibili a tutti | Il Disinformatico

La funzione Storie di Instagram, lanciata di recente, è una copia piuttosto spudorata delle Storie di SnapChat: una collezione di foto o un breve video che dura 24 ore e poi sparisce. Ma attenzione: a differenza di quelle di SnapChat, le Storie di Instagram sono completamente pubbliche.



Le Storie sono collezioni di foto e video che durano 24 ore: ma a differenza di Snapchat queste Storie sono visibili per tutti e non solo per gli amici.

Chi pubblica una Storia presenta un cerchietto rosso intorno alla foto profilo dell'account (l'unico modo per nasconderle sarebbe rendere privato l'intero account).



 Ripassino veloce di come funziona un Storia di Instagram: per crearla, o per aggiungere una foto o un video alla Storia già esistente, si tocca la crocetta in alto a sinistra nella home page di Instagram. Si scatta la foto oppure si fa un video tenendo premuto il pulsante di scatto. Si può prendere un video o una foto già esistente, se risale alle ultime 24 ore. Si può scrivere sulla foto o filtrarla scorrendo un dito da destra a sinistra. Un tocco sulla freccia in basso e la foto viene aggiunta alla Storia del giorno. Maggiori dettagli sono in questo articolo di Wired in italiano. [articolo]




Quantomeno è possibile vedere chi si è collegato per vedere la propria storia (se può essere di consolazione).


Migliore alternativa al sempre più spione WhatsApp: Signal

Alternative a WhatsApp: Signal, ora anche su computer | Il Disinformatico

Signal ( Signal.org) è considerata una delle app di messaggistica più attente alla sicurezza e alla riservatezza: da tempo è disponibile per Android e iOS, ma ora è possibile usarla anche su computer (Mac, Windows, Linux). Da pochi giorni la versione su computer funziona anche in abbinamento agli smartphone iOS (prima era limitata agli Android).



Signal è una app di messagistica gratuita, disponibile anche in italiano: è gestita da un gruppo di informatici a cui la privacy sta a cuore, tanto da essere sponsorizzata dal paladino della rete Edward Snowden (colui che ha rivelato le nefandezze dell'NSA).



La prima musica computerizzata risale a 65 anni fa: Alan Turing

A quando risale la prima musica computerizzata? A 65 anni fa | Il Disinformatico

Sembra incredibile, ma i primi suoni musicali generati da computer risalgono ai primi anni Cinquanta del secolo scorso. La registrazione più antica di questi tentativi di fare musica tramite calcolatori è infatti datata 1951 ed è stata recentemente restaurata per ripresentarla al pubblico.



Nel 1951 sono stati effettuati i primi esperimenti per sintetizzare musica con un calcolatore, che occupava l'intero pian terreno del Computing Machine Laboratory a Manchester, nel Regno Unito.

L'ideatore di questo programma di sintesi è Alan Turing l'eroe di guerra informatico che permise agli inglesi di conoscere in anticipo i piani della Germania di Hitler grazie alla decifrazione dei segnali generati dalle macchine Enigma.

Turing fu anche pioniere dell'informatica moderna nonchè dei primi studi sull'intelligenza artificiale.



La registrazione restaurata, realizzata all’epoca dalla BBC su un disco di acetato da 12 pollici e oggi corretta per eliminare disturbi, distorsioni e variazioni di frequenza, include tre melodie: God Save the King (Queen), Baa Baa Black Sheep e In the Mood di Glenn Miller. [articolo]

Christopher Strachey insegante che si occupò della melodia ricorda la reazione laconica di Turing dopo l'ascolto del brano: “Good show”



WhatsApp cambia le regole dell'accordo (e pregate non lo faccia ancora)

Facebook, la Germania ferma la condivisione dei dati di WhatsApp; garante privacy italiano apre istruttoria | Il Disinformatico

Molti utenti di WhatsApp hanno percepito come il tradimento di una promessa la recente decisione di Facebook di prendere dati da WhatsApp per vendere pubblicità mirata.


Il garante della privacy di Amburgo ha intimato a Facebook di interrompere la condivisione dei dati della app di messaggistica con il social in blu.

I problemi più gravi rigurdano gli utenti non iscritti a Facebook e non presenti su WhatsApp che si trovano comunque registrati sui server di Zuckerberg.




Il più grande attacco DDos della storia realizzato via "Webcam"

Nuove frontiere degli attacchi informatici: oscurare un sito tramite le webcam | Il Disinformatico

Pochi giorni fa il sito dell'esperto di sicurezza informatica Brian Krebs, KrebsOnSecurity, spina nel fianco di molti criminali online per via delle sue inchieste, è stato oscurato con una forma di attacco decisamente insolita: sono state utilizzate centinaia di migliaia di telecamere connesse a Internet.


L'ultima tendenza riguarda paralizzare i siti utilizzando le webcam (anche altri dispositivi IoT ad ogni modo): lo ha scoperto il ricercatore di sicurezza Brian Krebs che si è tovato il blog paralizzato.

La ritorsione degli hacker si è svolta prendendo il controllo di un certo numero di webcam (solitamente piene di difetti di sicurezza), a cui è stato installato software ostile al fine di prenderne il controllo ed effettuare chiamate sul sito bersaglio.

L'operazione ha generato 620 Gbps di traffico dati. Hakamai non è più riuscita a deviare il traffico dal sito di ricercatore di sicurezza, cosa a cui ha provveduto Google.

OVH detiene però il primato mondiale, avendo subito un attacco da oltre un Tbps e mezzo di dati, ottenuto sempre con la stessa tecnica. Il mondo della IoT (Internet delle Cose, Internet of Things) deve essere necessariamente ripensato dal punto di vista della sicurezza.









Fixed points (Punti fissi nello spazio) via @VSauce