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martedì 10 maggio 2016

Riflessioni umoristiche di John Oliver sui difetti del sistema "Peer Review" - via @LastWeekTonight



Il sistema "peer review" è il mezzo con cui è possibile valutare il lavoro scientifico di un ricercatore sotto diversi punti di vista. Non tutti gli articoli scientifici pubblicati hanno però lo stesso valore: molto dipende dall'importanza della rivista (essere selezionati da Nature dopo aver sottoposto il proprio articolo non è la stessa cosa che pubblicare su Topolino per intenderci).

La carriera di un ricercatore dipende quasi esclusivamente dalla quantità e dalla qualità delle sue pubblicazioni: l'importanza della rivista si esplica in termini di "Impact Factor" (Nature e Science valgono ad esempio 100, Topolino vale 1), il numero di volte che altri autori citano il lavoro di un ricercatore aumenta invece il suo H-Index. Tutto gira intorno a questi due parametri.

Questo spiega perchè spesso alcuni (molti) lavori, partotiti con troppo fretta di pubblicare, risultino inaccurati e statisticamente inattendibili (il risultato viene ottenuto "ad ogni costo"): senza pensare che dietro a questo comportamento esistano vere e proprie frodi (a parte quelle conclamate alla Wakefield), il rischio è quello di minare uno dei fondamenti indiscutibili del sistema scientifico, ossia la ripetibilità degli esperimenti condotti nei lavori pubblicati.

Un gran bel pasticcio considerando che questo sistema, al momento, è l'unico mezzo con cui distinguere la ciarlataneria dalla scienza vera e propria.

Per questo plaudo all'iniziativa pirata di Sci-Hub, la piattaforma informatica creata dalla ricercatrice kazaka Alexandra Elbakyan, in grado di rimuovere le barriere (i paywall) create dalle riviste scientifiche: spesso per leggere una singola pubblicazione vengono richieste cifre ridicole (centinaia di dollari). Sci-Hub (chiusa dal 6 maggio 2016 a causa delle pressioni di Elsevier e Nature) ospita gratuitamente oltre 48 milioni di articoli.

La Scienza con la S maiuscola dovrebbe essere come il progetto del Kernel di Linux per migliorare (solo le piramidi hanno coinvolto nella loro realizzazione più persone): dovrebbe quindi essere Open Source, ossia facilmente consultabile da tutti in modo gratuito, in modo che ognuno possa contribuire.

O continueranno e essere pubblicati sempre più articoli acchiappaclick degni del premio IgNobel (o di Studio Aperto).




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